La “conquista” del mercato dei truck da parte dei player cinesi non è ancora iniziata, ma gli operatori, almeno in un caso su tre, hanno già avuto interazioni con le case produttrici asiatiche e il comparto dei veicoli di medie dimensioni, accanto alle motorizzazioni elettriche, potrebbero rappresentare la testa di ariete sul mercato europeo per le case cinesi.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILo rivela uno studio realizzato da Bain & Company su oltre 500 operatori di flotte in Regno Unito, Germania, Francia, Polonia e Italia. Il settore resta ottimista sulla crescita e appare aperto al cambiamento. In Italia in particolare oltre il 71% degli operatori prevede un’espansione del proprio parco veicoli.Loading…Guardando all’alimentazione, gli operatori si aspettano un cambiamento significativo nella composizione delle flotte di camion medi e pesanti entro il 2030 e il 2035. In Italia, nel breve termine il diesel resta ancora centrale, indicato da quasi la metà dei rispondenti; ma nel medio periodo l’elettrico guadagna progressivamente terreno, fino a raggiungere nel 2035 una quota attesa del 32%, sostanzialmente in linea con il diesel al 31%.Secondo lo European Truck Market Outlook 2026, l’outlook degli operatori di flotte è in gran parte positivo: il 60% si aspetta che le proprie flotte crescano nei prossimi tre anni, mentre meno del 10% prevede una riduzione, con l’Italia che guida la classifica, probabilmente vista la più alta età media dei veicoli in circolazione. In parallelo, il Net Promoter Score medio del settore – indicatore che definisce in generale la fedeltà ai marchi – è sceso di 21 punti rispetto al 2022.Volvo, Scania e Mercedes-Benz sono leader nell’NPS, ma le posizioni variano per paese e segmento di clientela In media: in generale i marchi ottengono circa 20 punti NPS in più nei mercati domestici rispetto a quelli di esportazione.

