Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a 88 punti base, lo stesso livello dell’apertura di venerdì scorso. Un differenziale ampio rispetto al recente passato, dovuto soprattutto al peso dell’instabilità in Medio Oriente, con gli Houthi sempre più aggressivi nei confronti dell’Arabia Saudita.
I rendimenti sono però in una situazione ancora più precaria. Hanno infatti raggiunti il 4,39%, uno dei livelli più alti in assoluto negli ultimi tre anni, un punto percentuale in più rispetto alla media tra il 2024 e la prima parte del 2026.
Spread e rendimenti sono ancora instabili
Il periodo di instabilità che ha colpito i titoli di Stato di tutta Europa prosegue. La causa rimane la situazione in Medio Oriente e le sue conseguenze sui mercati energetici. Ad aggravare la situazione è arrivata l’avanzata degli Houthi nel sudovest dello Yemen. Il gruppo supportato dall’Iran ha ormai il pieno controllo dello stretto di Bab-el-Mandeb, una delle rotte alternative allo Stretto di Hormuz per il petrolio saudita.
Lo spread rimane a 88 punti base
Lo spread è il primo indicatore delle conseguenze di questa situazione. I mercati si aspettano che l’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti limiti l’economia italiana, rendendo la situazione debitoria del nostro Paese peggiore e, di conseguenza, i suoi titoli di Stato più rischiosi. Il differenziale, dopo aver accennato una discesa in chiusura venerdì, è tornato a 88 punti base all’apertura di lunedì 14 settembre.
Rendimenti sempre ai massimi dal 2023
La ragione meccanica di un differenziale 27 punti più alto di quanto non fosse a inizio anno sono i rendimenti. Rispetto a gennaio del 2026, un Btp a 10 anni, il titolo utilizzano per il calcolo del differenziale, rende un punto percentuale in più. Nella mattinata del 14 settembre i rendimenti sono arrivati al 4,39%, livelli simili a quelli visti durante la crisi energetica del 2022.
Gli spread degli altri Paesi europei
Nel caos la Spagna si conferma uno dei pochi Paesi europei a non risentire della crisi. Un’economia in forte crescita e un ampia disponibilità di energia da fonti rinnovabili mantengono la fiducia degli investitori stabile. Lo spread tra Bonos e Bund fermo a 46 punti base, con i rendimenti ancora sotto al 4%, seppur di poco.
Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 14 settembre 2026
Titoli di Stato
Rendimenti
Spread
Bund tedeschi
3,51%
–
Btp italiani
4,39%
88
Oat francesi
4,49%
95
Bonos spagnoli
3,97%
46
Al contrario, la Francia rimane uno dei Paesi più in sofferenza in questa fase. La revisione del Pil ha portato a stimare al 5% il deficit per il 2026, con pesanti conseguenze sugli Oat. Lo spread con i Bund è aumentato a 95 punti base, trainato da rendimenti ormai vicini al 4,5%.
Le prossime aste dei titoli di Stato italiani
Si sono concluse settimana scorsa le prime aste dei titoli di Stato di settembre. Due le emissioni, una di Bot, con due diversi prodotti, e una di Btp a medio e lungo termine con tre titoli. Le prossime aste si terranno a fine mese:
il 24 settembre l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
il 25 settembre l’asta dei Bot;
il 26 settembre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
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