La mossa strategica per la rete e i servizi digitali del Paese entra nella sua fase decisiva. Con una forte accelerazione registrata proprio nelle ultime ore utili del periodo di adesione, Poste Italiane ha ufficialmente conquistato il 66,63% del capitale di TIM. Si chiude così la prima fase dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) lanciata dal gruppo.
Nell’ultima giornata di offerta le adesioni sono schizzate verso l’alto con il conferimento di oltre 635 milioni di azioni, portando il totale dei titoli consegnati a sfiorare la quota di un miliardo. Un risultato che permette a Poste di blindare la maggioranza assoluta dell’ex monopolista telefonico.
La spinta decisiva per Poste Italiane
Nell’ultima giornata di offerta le adesioni sono cresciute notevolmente, con un andamento piuttosto comune per questo genere di operazioni. Il risultato permette a Poste di superare la soglia strutturale del 66,7%, che l’azienda aveva previsto al lancio dell’OPAS e poi eliminato in occasione del rilancio sulla parte cash del prezzo offerto, pari a 30 centesimi.
L’obiettivo dichiarato della dirigenza è raggiungere la quota del 90% del capitale, soglia indispensabile per far scattare lo squeeze out (l’obbligo di vendita per le quote residue di minoranza) e procedere al definitivo ritiro di TIM dal listino di Piazza Affari.
Il disegno industriale tracciato punta alla creazione di un unico aggregato diversificato, in grado di spaziare dai servizi postali e finanziari alla gestione del risparmio, dalle polizze fino alla connettività.
Un colosso da 150 mila dipendenti, 50 miliardi di capitalizzazione di mercato e un margine operativo stimato intorno ai 5 miliardi, capace di generare circa 700 milioni di euro all’anno in sinergie.
I dettagli economici
I dettagli economici della chiusura provvisoria vedranno la comunicazione dei dati definitivi il 17 settembre, mentre il primo conguaglio per gli azionisti che hanno già aderito (30 centesimi di componente cash e un con cambio azionario fissato a 0,218) verrà saldato il 18 settembre.
Ma la partita reale si giocherà nella finestra di riapertura dei termini, prevista dal 21 al 25 settembre.
La reazione dei mercati finanziari
Nell’ultima seduta sia TIM (+1,82%) sia Poste (+1,92%) hanno registrato rialzi significativi, portando la valutazione complessiva dell’offerta a 7,65 euro per azione e garantendo un leggero premio rispetto alle quotazioni di Borsa.
Gli analisti di Equita, nei giorni scorsi, avevano pubblicato un report che proiettava Poste verso i 31 euro se riuscirà a prendere il 100% di TIM. Una crescita potenziale di quasi il 19% rispetto ai 26,06 euro di chiusura di venerdì 11 settembre, di cui potranno beneficiare anche gli azionisti arrivati da TIM.
Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, ha dichiarato che per gli azionisti TIM l’OPAS significa due cose:
l’opportunità di ridurre il rischio e di tornare ad avere dividendi (con l’acconto fissato a novembre). Significa non essere più azionisti di una società attiva solo nelle telecomunicazioni che in passato ha visto il titolo passare da 5 euro a 22 centesimi, ma entrare in un gruppo solido e diversificato.


