Presidio promosso da Firenze per
la Palestina, domenica 19 aprile alle 16 davanti al Teatro del
Maggio, contro la prima dell’opera ‘The Death of Klinghoffer’,
con la regia di Luca Guadagnino, che apre il Festival del Maggio
musicale fiorentino. Lo hanno annunciato Monica Raineri e
Silvia Casucci di Firenze per la Palestina durante una
conferenza stampa convocata per spiegare le ragioni della
protesta. Nel volantino dell’iniziativa si legge: “Ricordiamo a
tutti lo ‘spettacolo’ attuale: The genocide in Palestine”.
Raineri ha detto che la contestazione nasce dal fatto che
l’opera “in questo momento si inserisce in una situazione in cui
c’è una lettura particolare del dramma e della crisi
palestinese, cioè l’opera inizia con i due cori, quello degli
esuli palestinesi e quello degli ebrei e quindi ci porta
istintivamente a pensare che il contrasto sia tra i palestinesi
e gli ebrei, mentre il contrasto è tra i palestinesi e gli
israeliani che hanno occupato la Palestina, quindi non è una
lotta tra due civiltà, tra due religioni, è una lotta tra un
occupante e un occupato”. Per Dmitrij Palagi, consigliere a
Firenze di Sinistra Progetto Comune, “se ci fosse stato da parte
delle istituzioni locali una presa di posizione molto chiara, si
sarebbe anche potuto parlare della complessità di quest’opera.
Noi abbiamo ricevuto anche degli stimoli interessanti su quelle
che sono state letture molto diverse di quest’opera, ma ha
ragione Firenze per la Palestina a evidenziare quello che è il
momento storico e quelle che sono le ambiguità che larga parte
del sistema politico esprime”. Palagi ha anche detto di voler
rilanciare “un dibattito all’interno di Palazzo Vecchio che
possa discutere anche del senso di quest’opera, perché
chiaramente il problema non è l’arte, non è la complessità delle
vicende, il problema è in quale contesto le si portano avanti e
se la politica decide di tacere, è evidente che questo rafforza
chi ha il potere e chi è impunito nella violazione sistematica
del diritto internazionale”.
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