Inaugurata a Stia in
Casentino (Arezzo), nel parco delle Terme del Palagio
Fiorentino, l’opera dedicata e ispirata al ‘Terzo Paradiso’ di
Michelangelo Pistoletto, realizzata in occasione del 50/o
anniversario dalla nascita della Biennale europea d’arte
fabbrile di Stia, manifestazione dedicata alla lavorazione
artigianale e artistica del ferro battuto, promossa
dall’associazione omonima e dal Comune di Pratovecchio Stia.
La scultura nasce dal dialogo tra l’arte contemporanea e la
tradizione della lavorazione del ferro che da cinquant’anni
caratterizza la Biennale. Il progetto, curato da Hexisart, in
collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte, è
stato realizzato da cinque fabbri: i due maestri Roberto Magni e
Martino Stenico, ideatori del bozzetto, insieme a tre allievi,
Jonas Biggeri, Matteo Corvi e Michele Andreoli. Per costruirla
utilizzati 1.500 chilogrammi tra ferro e acciaio ed effettuate
2.400 saldature. La struttura è composta da 100 elementi in
ferro con le estremità realizzate in acciaio inox lucidato.
L’idea progettuale trae ispirazione dal gioco dello shanghai
e l’opera ha un solo punto di equilibrio. Con la sua
collocazione al parco delle Terme del Palagio Fiorentino,
l’opera entra a far parte della collezione permanente del Comune
di Pratovecchio Stia e del nuovo percorso d’arte diffuso sul
territorio.
La Biennale di Stia è la più longeva mostra d’artigianato
artistico del ferro forgiato a livello mondiale: ogni due anni
trasforma le piazze e le strade del borgo toscano in un
laboratorio a cielo aperto. Nata nel 1976 da un’idea di Pier
Luigi della Bordella e Ivan Bruschi, sostenuta dall’allora
amministrazione comunale, la rassegna, si spiega, “promuove
l’antica tradizione di un mestiere fortemente radicata nel
territorio e nella comunità locale, proiettandola nel futuro e
contribuendo alla costruzione di un nuovo immaginario intorno
alla lavorazione del ferro, in linea con le evoluzioni e le
esigenze della società contemporanea”.
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