«La riapertura dei termini del condono edilizio del 2003 rappresenta, per la Campania, un passaggio necessario per coniugare giustizia sociale e razionalità amministrativa. Quella sanatoria, prevista per le opere ultimate entro il 31 marzo 2003, non fu applicata in modo pieno dalla Regione, lasciando migliaia di famiglie in un limbo che dura da oltre vent’anni. Non si parla di abusivismo selvaggio o di nuove costruzioni, ma di immobili realizzati per necessità abitativa, spesso in buona fede, rimasti esclusi per ritardi, errori formali o incertezze politiche dell’epoca».
Lo afferma Barbara Ricci, candidata al Consiglio regionale della Campania per Forza Italia.
«Riaprire i termini non significa premiare chi viola le regole, ma correggere un’evidente anomalia: cittadini con le stesse condizioni giuridiche trattati in modo diverso solo per ragioni amministrative. Consentire oggi la definizione di quelle pratiche avrebbe effetti immediati: maggiore certezza urbanistica, possibilità di accedere a mutui e ristrutturazioni, incremento del gettito attraverso oblazioni e oneri, aggiornamento dei database comunali e un quadro più trasparente su cui impostare i controlli futuri».
«La Campania è la regione che più ha sofferto l’incompletezza della sanatoria del 2003. Dare finalmente una risposta a chi è rimasto sospeso per due decenni non è un atto politico, ma un dovere di equità e buon senso. Riaprire è regolare, non perdonare».


