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Home Mondo economia

Dazi e credito d’imposta, Visconti (Ficei): «Non escludere spina dorsale del Paese»

di admin
02/08/2025
in Mondo economia
Energia, Visconti (Ficei): Asi possono diventare comunità energetiche

«La possibilità, di cui si parla in queste ore, di istituire crediti d’imposta per le imprese che esportano negli Stati Uniti arriva nel momento più critico per l’industria italiana: l’introduzione dei dazi USA al 15% su settori chiave come agroalimentare, alluminio e meccanica rischia di azzoppare l’export tricolore. Ma l’impianto dell’intervento, così come è stato ipotizzato, sembra privilegiare ancora una volta i grandi gruppi, lasciando nell’ombra la spina dorsale del sistema produttivo nazionale: consorzi industriali, distretti e PMI».

Lo afferma Antonio Visconti, presidente di Ficei (la Federazione nazionale dei consorzi industriali italiani) e numero uno dell’ASI di Salerno.

«Non si tratta solo di equità» – sottolinea – per poi aggiungere: «È una questione strutturale. Il 90% delle imprese italiane esportatrici sono piccole e medie, spesso organizzate in reti o consorzi. Se i crediti d’imposta non saranno accessibili anche a queste realtà, il rischio è di generare una doppia penalizzazione: colpite dai dazi ed escluse dalle compensazioni. Uno scenario che indebolirebbe le filiere produttive territoriali e comprometterebbe la tenuta occupazionale in molte aree del Paese».

«Dal punto di vista tecnico, l’introduzione di una circolare attuativa che riconosca i consorzi come soggetti beneficiari diretti rappresenterebbe una soluzione rapida e compatibile con l’attuale quadro normativo. Si tratterebbe di un segnale politico forte, che premi la cooperazione industriale e la dimensione aggregata del made in Italy. Inoltre, agevolare le reti consortili favorirebbe la pianificazione di investimenti condivisi in logistica, internazionalizzazione e digitalizzazione».

«Il governo – conclude – ha davanti a sé un bivio: usare lo strumento fiscale come leva per riequilibrare le condizioni competitive o limitarsi a una misura tampone che rischia di cristallizzare le diseguaglianze. Se davvero si vuole difendere l’interesse nazionale nel confronto con Washington, la risposta non può escludere nessuno. Serve una politica industriale inclusiva, concreta e tempestiva»

Tags: news
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