Piazza Maggiore si conferma il
cuore pulsante delle iniziative estive dedicate alla cultura
popolare bolognese con la tradizionale festa di musica e ballo
per salutare il Ferragosto, organizzata dal Settore Cultura e
Creatività del Comune in collaborazione con la Cineteca, a
chiusura dell’edizione 2026 della rassegna ‘Sotto le stelle del
cinema’.
La serata di venerdì 14 agosto unirà la riscoperta della
canzone dialettale in chiave contemporanea e la tradizione del
ballo filuzziano, il “liscio alla bolognese”: un doppio
appuntamento a ingresso gratuito, promosso per valorizzare le
radici musicali e il tipico ballo del territorio, regalando a
cittadini e turisti una notte all’insegna della convivialità,
delle tradizioni e del divertimento. Apertura con la finalissima
di ‘Bulåggna Sound’, la nuova sfida della canzone dialettale,
poi ‘La Filuzzi in piazza’, tradizionale appuntamento che
trasforma Piazza Maggiore in una pista da ballo.
Dopo sette serate, con 27 canzoni originali in gara e
migliaia di spettatori mobilitati in tutta l’area metropolitana,
‘Bulåggna Sound’ arriva alla sfida finale in uno spettacolo
condotto da Marco Piazza, ideatore del progetto, e Silvia Parma.
A sfidarsi dalle 20 saranno i vincitori delle singole tappe con
i loro brani originali: Gruppo emiliano di musica popolare con
‘Tranvài’, Nicolò Quercia e Carlotta Marchesini de la Filuzzeria
con ‘La ragazèla’, Honolulu Gang con ‘Al frustèn’, I Sensa
Sipario con ‘Dè ed festa’, Cristian Grassilli con ‘Al dè
d’incù’, Lorenzo Thompson Bisabuga con ‘Bolo rap’ e Federico
Cinti con ‘La bambòza’. Ospiti Fausto Carpani e Franz Campi. Per
‘La Filuzzi in piazza’, sotto la direzione artistica di Mauro
Malaguti, si esibirà poi il quartetto guidato da Massimo
Budriesi; in programma anche l’esibizione di Gianluca Caselli,
che con la sua armonica a bocca ha portato la Filuzzi nel mondo,
mentre Antonio Stragapede farà risuonare la suggestiva ‘Filuzzi
a corde’ grazie al tocco del suo mandolino.
“Valorizzare la cultura popolare – commenta l’assessore
Daniele Del Pozzo – non significa semplicemente custodire il
passato, ma farla vivere nel presente, anche sul palco più
importante della città, sostenendo attivamente la continuità del
nostro patrimonio immateriale, linguistico, musicale e
culturale”.
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