“I giovani non chiedono soltanto di
essere protetti dalle grandi crisi del nostro tempo, dalla
guerra alla crisi climatica. Chiedono, prima di tutto, di avere
voce in capitolo. Un primo passo potrebbe essere compiuto
proprio dal Parlamento a cominciare dall’introduzione di qualche
forma di valutazione di impatto generazionale di almeno parte
dell’attività legislativa”. Lo ha detto l’Autorità garante per
l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni durante la sua
audizione in Commissione straordinaria Diritti umani del Senato.
Dopo aver ricordato le varie forme di violenze subite dai
giovani, comprese quelle digitali, la Garante ha sottolineato
che “senza efficaci e amorose relazioni i bambini non crescono e
non prosperano. Anche questo individualismo esasperato degli
adulti, che si traduce in una spinta a crescere il più in fretta
possibile e disturbando il meno possibile, può essere
classificato come maltrattamento e rientrare a tutti gli effetti
nel neglect.
Un altro aspetto possibile del maltrattamento si manifesta – ha
evidenziato Terragni – nella mancanza di adeguato ascolto dei
minori”.
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