Elon Musk ha imparato ad essere prudente. È quel che si capisce dallo splendido volo di oggi del gigantesco razzo Starship che è decollato, è arrivato, come previsto, all’orbita di 247 chilometri da Terra e, soprattutto, ha rilasciato 26 satelliti Starlink di terza generazione.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AISono usciti dal ventre del secondo stadio, lo “Ship” vero e proprio, con una scena degna di Musk, creando addirittura euforia nelle sale controllo in Texas ma anche, onestamente, a chi seguiva via Rete da tutto il mondo. Sono entrati subito nella rete esistente con la loro notevolissima capacità di banda di 1 TBit al secondo. Era lo scopo principale, o comunque l’obiettivo che SpaceX riteneva il più importante: arrivare all’orbita prescritta e rilasciare i satelliti.Loading…Decolla Starship, il mega razzo di SpaceX: primo volo in orbitaIl grande razzo non ha però compiuto le sei orbite preventivate, ma solo due, poi lo Ship è ammarato nell’oceano Indiano, come era stato preventivato, ma per la per la fine missione. Musk molto soddisfatto, Wall Street invece gelida non apprezza, anche se in una giornata non felice nel suo complesso.Prima del decollo i problemi a un motore del primo stadio avevano costretto i tecnici di volo a una serrata discussione sul fare o meno il lancio. Alla seconda orbita poi altri problemi con un motore Raptor 3 del secondo stadio hanno consigliato di farlo ritornare a Terra.Lo Starship numero 14, forse il più importante tentativo di SpaceX per capire quanto questo maestoso razzo sia a posto e ci si possa contare per il futuro, era partito alle 14.39 ora italiana. Tutto bene al decollo, bene l’inserimento in orbita, passaggio veramente fondamentale, e così era iniziata la prima delle 6 orbite da 90 minuti fondamentali per capire se SpaceX può effettivamente essere usato per portare in orbita satelliti, a questo punto a decine per ogni volo. Un salto di qualità e quantità notevolissimo.


