Una quota pari al 4% delle risorse
destinate alla ricostruzione post-sisma 2016 sarà riservata, per
la prima volta, a partire dal 2027 a progetti di rilancio
economico sociale dei territori colpiti. È una delle principali
novità contenute nel decreto-legge su Protezione civile e
ricostruzione post-calamità, approvato dal Consiglio dei
ministri e illustrato oggi a Palazzo Chigi dal commissario
straordinario Guido Castelli e dal questore della Camera Paolo
Trancassini. La misura riguarda tutti i 138 Comuni del
cratere, mentre per Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto – il
cosiddetto “primo cratere” – la quota sale al 5%. Le risorse
potranno finanziare programmi elaborati da Regioni e Comuni per
sostenere la rinascita economica e sociale dei territori.
Tra le altre novità del decreto, anche il trasferimento ai
Comuni della gestione delle Soluzioni abitative di emergenza
(Sae). Attraverso una specifica ordinanza, i sindaci potranno
decidere il futuro utilizzo dei villaggi realizzati dopo il
terremoto, con la possibilità di valorizzarli secondo le
esigenze dei rispettivi territori, anche attraverso il loro
inserimento nella pianificazione urbanistica comunale. Infine,
lo stato di emergenza per il sisma del Centro Italia terminerà
il 31 dicembre 2026 e lascerà spazio a un nuovo “stato della
ricostruzione”, con competenze trasferite dalla Protezione
civile alla struttura commissariale e una programmazione
garantita fino al 2029.
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