Loading…Di fronte alla Bottega si trova la sede di Giurisprudenza dell’Università di Palermo. Caravello propone di dedicare lo spazio antistante ai magistrati uccisi dalla mafia che si formarono nella Facoltà palermitana: Pietro Scaglione, Gaetano Costa, Antonino Saetta, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e Rosario Livatino.La “Strada dei Giusti” dovrebbe diventare un percorso della memoria capace di attrarre studenti, residenti e visitatori. Il progetto deve ancora coinvolgere Università e Comune, ma esprime l’idea di fondo: usare il recupero di uno spazio storico per creare un’impresa, ampliare il mercato dei produttori locali e contribuire alla valorizzazione della strada.Presti e l’economia costruita intorno ai territoriIl modello di più lunga durata è quello di Antonio Presti. Tutto comincia negli anni Ottanta con la Fiumara d’Arte, museo all’aperto formato da opere monumentali distribuite nei Nebrodi. Alle installazioni Presti ha affiancato l’Atelier sul Mare, albergo-museo nel quale le camere diventano opere abitabili e punto di partenza per visitare il territorio.Il progetto è ripartito a Villa Margi, frazione costiera di Reitano, davanti alla Finestra sul mare di Tano Festa. L’obiettivo è costruire un’offerta di ospitalità collegata alla Fiumara d’Arte, a Santo Stefano di Camastra e ai centri dell’interno. Le opere producono flussi che possono alimentare pernottamenti, ristorazione, artigianato e servizi; l’albergo intercetta una parte di questa domanda e prova a prolungare la permanenza dei visitatori.Presti ha applicato la stessa impostazione anche a Librino. Da oltre vent’anni la Fondazione lavora con scuole, abitanti e artisti attraverso laboratori e installazioni diffuse. L’effetto economico è meno diretto, ma incide sulla reputazione: Librino non viene più raccontato soltanto attraverso degrado e incompiute, ma diventa un luogo capace di attrarre visitatori e iniziative.

