Da sei anni è affetta dalla
sclerosi laterale amiotrofica. E’ completamente paralizzata, non
parla, respira attraverso ventilazione meccanica ed è alimentata
artificialmente. Irene, nome di fantasia, 72 anni reisidente nel
Napoletano, il 29 aprile 2025 ha chiesto alla propria Asl la
verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente
assistito. A ottobre 2025 la commissione medica della Asl Napoli
3 Sud ha accertato il possesso di tutti i requisiti. Ma ad oggi
è ancora tutto fermo.
La storia viene resa nota dall’Associazione Luca Coscioni.
L’Asl Napoli 3 Sud campana attende dall’Ausl Toscana Nord Ovest
l’invio del programma e della strumentazione usata da ‘Libera’.
Essendo completamente paralizzata dal collo in giù, Irene non
può autosomministrarsi il farmaco letale. L’unica modalità
possibile è l’utilizzo del puntatore oculare che già usa per
comunicare, collegato tramite un programma realizzato
appositamente dal Cnr: si tratta dello stesso sistema già
utilizzato nel marzo 2026 da Libera, la persona affetta da
sclerosi multipla che in Toscana ha avuto accesso al suicidio
medicalmente assistito dopo il provvedimento del tribunale di
Firenze.
Secondo quanto emerso nelle interlocuzioni tra le
amministrazioni coinvolte con il collegio legale
dell’Associazione Luca Coscioni che segue Irene, il ritardo
sarebbe legato a ulteriori verifiche e adempimenti
amministrativi poiché l’azienda toscana ritiene che debba essere
effettuato un nuovo collaudo. “Il mio corpo è una prigione da
cui non posso uscire. Per me questa non è assolutamente una
vita degna di essere vissuta – dice Irene – La libertà personale
è un diritto umano inalienabile, chiedo soltanto che mi sia
riconosciuto”. “La tecnologia necessaria esiste, è stata
sviluppata dal Cnr, testata e già utilizzata nel caso di Libera.
Per questo non ci siamo rivolti finora al tribunale – spiega
Filomena Gallo, difensore di Irene con un ampio collegio legale
e segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni – Non
occorre realizzare un nuovo dispositivo, ma semplicemente
trasferire quello esistente e procedere alla taratura del
puntatore oculare sulle condizioni cliniche di Irene”.
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