“Come è terribile conoscere, quando
la conoscenza non giova a chi la possiede”. Così recita nella
sua più celebre battuta Edipo, figlio del re Laio e della regina
Giocasta di Tebe, che la terribile profezia dell’oracolo di
Delfi condanna sin dalla nascita a uccidere il padre. Emblema
dell’ineluttabilità del destino, la sua tragedia torna in scena
compiendo un viaggio quasi “a ritroso”, da Roma al cuore
dell’antica Grecia, con il debutto sul palcoscenico millenario
di Salonicco dell’Edipo Re di Sofocle, nella versione diretta da
Luca De Fusco con Luca Lazzareschi e Manuela Mandracchia
protagonisti.
Lo spettacolo, prodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale,
lo scorso anno aveva aperto con successo la prima stagione del
Teatro Ostia Antica Festival e sarà ora ospite, il 6 e 7 luglio,
del National Theatre of Northern Greece, proprio lì dove il Mito
è nato e dove il teatro e la democrazia occidentale affondano le
proprie radici.
“È senza dubbio una grande sfida portare l’Edipo in Grecia –
racconta De Fusco all’ANSA -. Il cuore della mia interpretazione
è psicanalitico, non per rinverdire la celebre teoria di Freud
sul complesso di Edipo, quanto come metafora della conoscenza e
quindi vedendo nel testo un’analogia della terapia di
un’indagine psicanalitica. C’è un uomo che indaga su qualcosa
che deve scavare, che deve trovare nel profondo. Non sa che lo
sta facendo dentro sé stesso e quando lo scopre non si ferma pur
di continuare a conoscere”. Ecco allora che Lazzareschi non è
solo Edipo ma anche Tiresia, il Messo, il contadino. “Tutti
coloro che ‘sanno’ – conclude De Fusco – sono Edipo, perché
Edipo scava dentro sé stesso”.
Nel cast, anche Paolo Serra, Francesco Biscione, Paolo Cresta
e Alessandro Balletta. Musiche di Ran Bagno e creazioni video di
Alessandro Papa.
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