Il libro spazia ben oltre il Bookshop, offrendo una personalissima guida ai luoghi più incantati di Londra e dintorni, sempre con un piglio letterario. Dall’abitazione di Charles Dickens, “una casa ricca ma non felice” al Freud Museum, “un luogo che da’ il senso della sacralità”, dalla casa di John Keats “dove rinfrescarsi l’anima” a Monk’s House dove Virginia Woolf visse e morì. Quando Ornella passeggia per le strade londinesi, segue le orme della signora Dalloway.La guida letteraria prosegue per strade e piazze, per parchi e giardini, per sale da concerto e localini jazz, per musei e mercatini. Non possono mancare le librerie preferite di Londra, da Daunt Books a Marylebone a Waterstones Piccadilly con i suoi tredici chilometri di scaffali, da Word on the Water a King’s Cross a Foyles a Charing Cross Road che ha una sezione dedicata alla letteratura italiana. In passato Miss Foyle, figlia del fondatore, aveva scritto a Hitler offrendogli di acquistare ‘a buon prezzo’ tutti i libri che lui intendeva bruciare. Pare che il Fuhrer le avesse risposto con un no cortese. L’invito di Ornella ai lettori è chiaro: “Sostenete sempre, se potete, le librerie indipendenti.”L’Italian Bookshop, costretto a lasciare Cecil Court dall’impennata dell’affitto, si era trasferito poi a Soho e infine a Gloucester Road prima della chiusura forzata dall’impatto congiunto della pandemia, della concorrenza online e soprattutto della Brexit che ha fatto fuggire tanti italiani da Londra. “Con la Brexit, il Covid e il signor Amazon, è arrivata la nostra mezzanotte -, si legge -. Nel giugno 2023, in una tristissima giornata di sole accecante, ho chiuso la porta per l’ultima volta e riconsegnato le chiavi.”Ornella era quasi rassegnata a dedicarsi a una delle sue occupazioni preferite: “guardare la vita”. Il destino aveva altro in mente. Il libro ha un lieto fine: dopo la chiusura della libreria, Katia Pizzi, allora direttrice dell’Istituto italiano di cultura a Londra, ha offerto a Ornella “la salvezza”: una collaborazione per una serie di incontri tra scrittori e lettori. Tantissimi personaggi hanno raccolto l’invito, come Benedetta Tobagi per parlare di femmismo, Grazia Verasani di thriller, Daria Bignardi di carceri e solitudine e Grazia Verasani di vampiri e notti stregate.“Le grandi chiacchierate sono sempre state il mio forte”, dice Ornella, e gli incontri continuano con grande successo anche con l’attuale direttore, Francesco Bongarrà, “che ha dato evidenza a come la letteratura italiana venga tradotta in inglese, con attenzione finalmente anche a testi nuovissimi, oltre che ai classici. L’Istituto non è un luogo istituzionale e polveroso: è dinamico, allegro, interessante.”
