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In Cina, i chip di Nvidia si vendono a prezzi da record sul mercato nero

di Redazione Il Giornale Economico
24/06/2026
in Esteri
In Cina, i chip di Nvidia si vendono a prezzi da record sul mercato nero

Ascolta la versione audio dell’articoloI chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia raggiungono prezzi record sul mercato nero cinese, segnale della crescente difficoltà di aggirare le restrizioni imposte dagli Stati Uniti e, allo stesso tempo, della persistente domanda da parte delle aziende tecnologiche della Repubblica popolare.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILo scoop del Financial TimesLo riporta il Financial Times, citando operatori del settore e commercianti attivi nel mercato parallelo. Secondo il quotidiano britannico, il prezzo del server DGX B300 di Nvidia, che integra otto processori grafici Blackwell ed è soggetto ai controlli all’export di Washington, è salito in sei mesi da circa 4 milioni a oltre 8 milioni di yuan (oltre 1,1 milioni di dollari), ben al di sopra del prezzo di vendita negli Stati Uniti. Anche il chip RTX 6000 Pro, molto utilizzato dalle startup impegnate nello sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni, sarebbe passato da circa 50.000 yuan a un massimo di 130.000 yuan.Loading…Effetto TrumpL’impennata dei prezzi riflette, secondo il Financial Times, l’effetto della crescente pressione delle autorità statunitensi contro il contrabbando di semiconduttori avanzati verso la Cina. Diversi commercianti hanno riferito che le forniture si sono ridotte dopo l’intensificazione delle indagini avviate da Washington alla fine dello scorso anno. Controlli più severi sarebbero stati introdotti anche da Taiwan e Malesia, tradizionali punti di transito per le riesportazioni verso il mercato cinese. “Le falle si sono ridotte e per gli intermediari è sempre più rischioso trattare questi chip”, ha dichiarato al Ft uno dei trader interpellati.Nvidia, dal canto suo, ha definito “un vicolo cieco” la costruzione di data center con prodotti introdotti illegalmente, sottolineando di non fornire assistenza o riparazioni per hardware soggetto a restrizioni. Nonostante la spinta di Pechino verso alternative domestiche, come quelle sviluppate da Huawei, la domanda di processori Nvidia resta elevata.

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