I tracciati “negativi di controllo
non ci furono mai dati, altrimenti avremmo organizzato la nostra
attività di consulenti”. E ciò perchè di fronte “a discrepanze
enormi”, come quella relativa ai test biologici sui pedali della
bicicletta di Alberto Stasi, “le analisi andavano ripetute”.
Inoltre, su tale “anomalia” si sarebbe dovuto avvisare
“soprattutto il magistrato”.
Così il professore Francesco Maria Avato, all’epoca tra i
consulenti dei legali di Stasi, conferma che agli esperti della
difesa non furono mai messi a disposizione quei due esiti nulli
sul Dna del 20 settembre 2007 (rispetto a un esito positivo del
giorno precedente), emersi dai “raw data”, ossia i dati
“grezzi”, che la difesa del 43enne è riuscita, poi, ad ottenere
nel novembre 2025. Avato, tra l’altro, chiarisce di aver sempre
sostenuto che quella traccia sui pedali non fosse nemmeno
sangue.
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