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Home Economia Italiana

Friuli-Venezia Giulia, in autorizzazione impianti per 569 MW

di Redazione Il Giornale Economico
18/08/2026
in Economia Italiana, Primo Piano

La normativa regionaleIl Friuli-Venezia Giulia si è dotato di un quadro normativo che prevede la neutralità climatica al 2045: questo ha dato origine agli scenari che vedono l’installazione di 3,3 GW al 2030, un obiettivo superiore ai 1. 960 MW di nuova capacità installata entro il 2030 sopra citati. Sarebbe pertanto necessario ricevere nuove istanze, autorizzare e realizzare entro il 2030 ulteriori impianti fotovoltaici e agrivoltaici, fanno sapere dalla Regione «in quanto gli eolici previsti dal piano nazionale sono di difficile localizzazione in nella regione per aspetti legati al vento e al territorio. Alla luce delle autorizzazioni rilasciate, delle istanze pendenti e della dinamica di sviluppo del settore fotovoltaico e agrivoltaico, tale obiettivo appare sfidante ma conseguibile».Approvato il 17 dicembre 2024, il Piano energetico regionale individua due macro obiettivi: sicurezza e indipendenza energetica, che vengono declinati in obiettivi generale ed obiettivi di piano, per poi essere tradotti in 43 azioni. In questo ambito vengono individuati quale fabbisogno energetico del territorio regionale al 2030 quei 3,3 GW di rinnovabili da installare a partire dal 2021. Il 4 marzo 2025 è stata pubblicata anche la legge sulle “Norme per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili sul territorio regionale”, in vigore dal 7 marzo, con la quale la Regione individua le superfici e le aree idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sul territorio regionale. Molte sono le aziende che hanno provveduto a creare un impianto fotovoltaico: «Forse troppe, nel senso che c’è un problema di tempi necessari all’allacciamento alle cabine elettriche, che sono troppo poche nonostante gli adeguamenti programmati. Possono volerci anche due anni di attesa», spiega Marco Bruseschi, presidente del Cosef, il Consorzio per lo sviluppo economico per l’area del Friuli, e delegato di Confindustria per l’energia.Limiti e tuteleTre le direttrici su cui si muove il provvedimento. Da un lato privilegiare l’utilizzo di aree industriali, artigianali, cave dismesse, siti contaminati e superfici già costruite, semplificando le procedure autorizzative nelle aree di minor pregio ambientale. Dall’altro aumentare i vincoli per gli impianti su suolo agricolo, anche con l’obbligo di preservare una superficie contigua pari almeno a nove volte quella occupata dall’impianto per quelli di potenza superiore a 12 MW, o stabilendo che la copertura della superficie dell’impianto da realizzare sommata a quella degli impianti della stessa tipologia autorizzati nelle medesime aree, non superi il 3% della superficie agricola del territorio comunale.Nel contempo il testo mira a favorire il coinvolgimento della popolazione e degli enti locali. I proponenti di impianti di potenza superiore a 1 MW dovranno infatti attivare misure di compensazione e avviare processi di comunicazione e consultazione pubblica. Non sono mancati nella regione i casi di impianti contestati: nel caso di quello proposto ad Aquileia, un progetto da 10 MW (21 ettari, con una durata stimata di 30-35 anni) a ridosso della zona “cuscinetto” del sito Unesco, si sono mossi in modo uniforme anche le istituzioni, fino al parere negativo di Comune e Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.Loading…

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