(di Giulia Bertollini)
La cultura si conferma una risorsa
strategica per lo sviluppo economico, sociale e civile
dell’Italia, capace di trasformare i territori, attrarre
turismo, generare occupazione e favorire processi di
rigenerazione urbana. È quanto emerge dal 22° Rapporto Annuale
Federculture “Impresa Cultura – La cultura che cambia i
territori”, presentato oggi a Roma presso il Ministero della
Cultura, che fotografa attraverso dati aggiornati il sistema
culturale italiano, dai finanziamenti alla partecipazione, dal
turismo al lavoro. “Viviamo una fase di grandi cambiamenti: la
rivoluzione digitale sta modificando profondamente le modalità
di produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti
culturali. In questo scenario la cultura non riguarda soltanto
la tutela del patrimonio, ma rappresenta un elemento
fondamentale per lo sviluppo sociale, civile ed economico del
Paese, contribuendo alla crescita delle comunità e favorendo
processi di rigenerazione dei territori. Bisogna promuovere
forme sempre più efficaci di collaborazione tra pubblico e
privato, valorizzando le competenze e le energie presenti nel
sistema culturale italiano”, ha dichiarato Caterina Bova,
direttrice generale degli Uffici di diretta collaborazione del
Ministro della Cultura. Il rapporto evidenzia innanzitutto il
ruolo centrale della cultura nel turismo. Nel 2025 l’Italia
raggiunge 476,4 milioni di presenze turistiche, in crescita del
2,2% rispetto al 2024 e del 9,8% rispetto al 2019, con i comuni
a vocazione culturale e paesaggistica, appena il 13% dei comuni
italiani, che concentrano il 63% delle presenze nazionali. Nei
territori culturali cresce anche la componente internazionale,
che supera il 55% del totale, arrivando al 58% nei comuni
culturali e al 73% nelle grandi città. Alla maggiore
attrattività turistica si associa anche un impatto economico più
rilevante. Nei grandi centri urbani, nei comuni a prevalente
vocazione culturale e nei territori multi-vocazione con
componente culturale, il reddito imponibile medio per
contribuente raggiunge 25.600 euro, l’8,5% in più rispetto alla
media nazionale di 23.600 euro. Nei comuni con altre
caratteristiche turistiche il valore si ferma a 22.000 euro,
circa il 16% in meno rispetto ai territori culturali. La cultura
si conferma inoltre una leva per la rigenerazione urbana.
Dall’analisi del Pnrr condotta da Federculture emerge che sono
342 gli interventi a caratterizzazione culturale finanziati
nella misura dedicata alla riduzione della marginalizzazione e
del degrado sociale, pari al 17% dei progetti complessivi, per
un valore di circa 800 milioni di euro, quasi il 20% delle
risorse disponibili. Gli interventi riguardano recupero di beni
culturali, teatri, strutture per lo spettacolo dal vivo e altri
spazi culturali. Sul fronte della partecipazione cresce il
pubblico della cultura. Nel 2025 il 48,2% degli italiani è
andato al cinema, il 35,8% ha visitato musei e mostre, contro il
33,6% dell’anno precedente, mentre il teatro raggiunge il 24,3%
della popolazione. A trainare la ripresa sono soprattutto i
giovani: nella fascia 15-24 anni la partecipazione al cinema
supera il 77%. Restano però forti differenze territoriali: oltre
il 40% della popolazione del Nord-Ovest visita musei e mostre,
contro circa il 26% nel Mezzogiorno. “La crescita del pubblico
conferma che in Italia la domanda di cultura è forte. Il punto
oggi è dare al settore strumenti più stabili per rispondere a
questa domanda e ridurre le differenze tra i territori”, afferma
il presidente di Federculture Andrea Cancellato, richiamando la
necessità di rafforzare strumenti come l’Art Bonus e il Fondo
Cultura. “I dati testimoniano una crescita della partecipazione
culturale, con aumenti evidenti per cinema, spettacoli dal vivo
e visite a musei e siti archeologici. Questa dinamica è trainata
soprattutto dai più giovani, mentre resta più debole in altre
fasce della popolazione”, sottolinea Alberto Bonisoli, direttore
dell’Ufficio Studi di Federculture.
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