“Una donna ruvida, aspra, scontrosa,
che studia i profili psichiatrici dei serial killer, ma in grado
di amare, perchè ci sono tanti modi di amare, e soprattutto è
una donna libera e anticonvenzionale, intuitiva nonostante il
mostro che si porta dentro quello della malattia, ovvero
l’Alzheimer, e quello di un lontano passato di dolore”. Elena
Sofia Ricci torna a indossare i panni della ‘profiler’
coraggiosa e inuitiva Teresa Battaglia, nella terza stagione
della serie dal titolo “Figlia della Cenere”, tratta
dall’omonimo libro di Ilaria Tuti. La è regia di Kiko Rosati –
una produzione Rai Fiction- Publispei – sarà in onda in 4 prime
serate per un totale di otto episodi, a partire da lunedì 12
ottobre su Rai 1 e su Raiplay dal 10 ottobre.
Accanto a lei, i suoi fidati ispettori Massimo Marini
(Giuseppe Spata) e Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi) e delle new
entry. “Non vedevo l’ora di arrivare a questo nuovo capitolo –
ha spiegato Elena Sofia Ricci nel corso della presentazione
nella sede Rai di Via Alessandro Severo a Roma – perché posso
raccontare tanto di Teresa. Verrà raccontato l’amore in tutte le
sue forme possibili. Vedremo l’amore per Marini (Spada) come se
fosse un figlio: il figlio che Teresa non ha mai avuto. E poi ci
sarà il ritorno del ex marito ( Maurizio Donadoni)”.
“Teresa per me è dedicata a due persone fondamentali nella mia
vita – ha aggiunto – Una è mia mamma, perché era proprio come
Teresa: non contava neanche fino a mezzo secondo prima di
parlare. E l’altra persona è Armando Pugliese, regista teatrale
e il mio più grande maestro”.
In questa terza stagione, ha aggiunto Elena Sofia Ricci,
“finalmente andremo a vedere proprio cosa è successo nel passato
di Teresa perché se nelle prime due serie si accennato della
violenza subita, della perdita del figlio, adesso in questa
stagione vedremo veramente quello che le è successo. Quindi è
bella tosta”. Infine l’attrice ribadisce ancora una volta il
problema della messa in onda della prima serata: “Vedo che
abbiamo guadagnato da settembre, 3 minuti, ma occore fare di
più. La devono far finita di mandarci in onda alle dieci, ora
21.55 se vuoi. Basta. La serialità non dovrebbe essere
penalizzata, questa è una mancanza di rispetto immensa verso chi
lavora mesi al freddo, al caldo, per tutti i lavoratori dello
spettacolo che sono centinaia”.
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