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Home Cultura

‘E i figli dopo di loro’, su RaiPlay il film di Ludovic e Zoran Boukherma

di Redazione Il Giornale Economico
26/08/2026
in Cultura
‘E i figli dopo di loro’, su RaiPlay il film di Ludovic e Zoran Boukherma

Un racconto di formazione che
attraversa quattro estati nella provincia francese tra
desiderio, appartenenza e ricerca del proprio posto nel mondo.
   
Dal 5 settembre sarà disponibile in esclusiva su RaiPlay “E i
figli dopo di loro”, il nuovo film scritto e diretto da Ludovic
e Zoran Boukherma, tratto dall’omonimo romanzo di Nicolas
Mathieu, vincitore del Prix Goncourt 2018.
   
Presentato in Concorso all’81/a Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia, il film ha conquistato il Premio
Marcello Mastroianni per l’interpretazione di Paul Kircher,
protagonista di un racconto che osserva il passaggio
dall’adolescenza all’età adulta sullo sfondo della provincia
francese degli anni Novanta.
   
Agosto 1992. Anthony ha quattordici anni e trascorre l’estate
con il cugino sulle rive di un lago, in una valle dell’est della
Francia dove gli altiforni spenti e le fabbriche abbandonate
raccontano il declino di un’intera comunità. L’incontro con
Stéphanie, più grande di lui, cambia il corso di quell’estate e
inaugura una stagione di primi amori, desideri e illusioni
destinata a lasciare un segno profondo. Parallelamente emerge la
figura di Hacine, giovane ribelle che finirà per intrecciare il
proprio destino con quello di Anthony e Stéphanie. Nell’arco di
quattro estati consecutive, il film segue la crescita dei suoi
protagonisti mentre affrontano le differenze sociali, il peso
delle origini, i rapporti familiari e il difficile passaggio
verso l’età adulta.
   
Pur mantenendo intatto lo sguardo che attraversa il romanzo di
Nicolas Mathieu, Ludovic e Zoran Boukherma scelgono un
linguaggio cinematografico personale. Più che ricostruire
un’epoca, scelgono di raccontare una generazione sospesa tra la
fine dell’infanzia e l’inizio della vita adulta. Anche il lavoro
sui personaggi riflette questa prospettiva. Anthony diventa una
figura più introspettiva e vulnerabile rispetto al romanzo,
interpretata da Paul Kircher con una delicatezza che gli è valsa
importanti riconoscimenti. Stéphanie (Angelina Woreth) conserva
il fascino di un personaggio volutamente inafferrabile,
osservato soprattutto attraverso lo sguardo di Anthony, mentre
Hacine (Sayyid El Alami) incarna la rabbia e il senso di
esclusione di una generazione cresciuta ai margini. Accanto ai
protagonostri troviamo: Louis Memmi nel ruolo del cugino di
Anthony, mentre Ludivine Sagnier e Gilles Lellouche vestono i
panni dei genitori del ragazzo, Hélène e Patrick Casati, figure
segnate dalla crisi economica e dalle trasformazioni di un
territorio che ha perso il proprio cuore produttivo.
   
Fondamentale nella narrazione è anche il rapporto con il
paesaggio dove convivono l’ambiente industriale e quello
naturale. Gli altiforni ormai spenti diventano il simbolo della
fine di un mondo operaio, mentre il lago rappresenta l’ultimo
luogo dell’innocenza, della libertà e delle possibilità. È in
questo contrasto che prende forma il destino dei protagonisti,
costretti a confrontarsi con il peso delle proprie origini e con
la consapevolezza che crescere significa spesso rinunciare
all’idea di un futuro immaginato.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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