Le ultime piogge hanno migliorato
“sensibilmente” la disponibilità d’acqua nel distretto del fiume
Po ma “è ancora emergenza” in quanto permangono “condizioni di
siccità alta”. È quanto emerge dall’ultimo bollettino
dell’Osservatorio dell’Autorità di bacino distrettuale (AdbPo)
che evidenzia anche l’avvio alla conclusione della stagione
irrigua e definisce “contenute” le emergenze idropotabili delle
scorse settimane.
C’è più acqua nel fiume e affluenti e nei grandi laghi
regolati, ma l’inversione di tendenza ancora non c’è, spiega
l’Osservatorio. I Comuni riforniti di autobotti per l’uso
idropotabile sono diminuiti e concentrati tra Piemonte e
Lombardia (Cuneo, Novara, Vercelli, Brescia, Pavia, Bergamo,
Como, secondo dati Utilitalia).
I temporali convettivi o “di calore”, quelli estivi tra
l’altro sempre più intensi, spiega l’Osservatorio, dovuti alle
elevate temperature dell’aria, anche se possono portare a grandi
quantità di acqua in termini di precipitazioni, dal punto di
vista della “pioggia utile” “sono poco significativi” perché i
terreni aridi non riescono ad assorbire le piogge, che
ruscellano rapidamente, producendo piene e anche situazioni
locali potenzialmente “critiche”.
Le portate erogate dal Po si mantengono inferiori ai valori
tipici stagionali: al 25 agosto Piacenza registra 338 metri cubi
al secondo; Cremona 483 m3/s; Boretto (Reggio Emilia) 635 m3/s;
Borgoforte (Mantova) 723 m3/s; Pontelagoscuro (Ferrara) 787 m3/s
(confermata stabile anche per i prossimi giorni). Un
miglioramento significativo interessa anche il tratto terminale
del Po: nella sezione idrometrica di Pontelagoscuro, sul Delta,
la portata è pari a 787 metri cubi al secondo, valore superiore
alla soglia critica di 450 metri cubi al secondo associata al
fenomeno dell’ingressione salina che quindi si sta riducendo.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

