Cuba oggi ha annunciato di aver
ripristinato oltre il 30% della fornitura di energia elettrica
all’Avana, dopo l’ennesimo blackout nazionale, in un contesto di
crisi energetica aggravata dall’embargo petrolifero
statunitense. Si tratta del terzo blackout negli ultimi sei mesi
e dell’ottavo dalla fine del 2024.
Secondo l’ultimo rapporto della Compagnia Elettrica
dell’Avana, sono stati ripristinati i circuiti di distribuzione
che servono 262.369 utenze, pari al 30,4% della fornitura
cittadina. “Il ripristino sta avvenendo gradualmente, in base
alle condizioni”, ha aggiunto la compagnia, precisando che
“servizi sanitari essenziali” sono ora operativi in 43 centri
medici della capitale.
La mancanza di carburante “complica indubbiamente il processo
di ripristino” della rete elettrica, ha dichiarato la notte
scorsa alla televisione di stato Lázaro Guerra, direttore del
settore elettrico presso il ministero dell’Energia e delle
Miniere.
“Mentre gli Stati Uniti cercano di provocare un’esplosione
sociale strangolando Cuba, bloccando l’accesso al carburante,
l’Une (Unione elettrica cubana) si sta mobilitando”, ha postato
a sua volta su X il presidente Miguel Díaz-Canel, attribuendo
direttamente la responsabilità agli Usa.
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