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Concerti, l’estate 2026 è già da record: ricavi a 815 milioni

di Redazione Il Giornale Economico
26/07/2026
in Economia Italiana, Primo Piano

Il cantante Ultimo durante il concerto «La Favola Per Sempre di Ultimo» a Tor Vergata, Roma, il 4 luglio 2026. ANSA/ANGELO CARCONISempre sul versante Eventim, D’Alessandro & Galli saluta un’estate da 155mila biglietti venduti. Gli eventi core sono stati come sempre il concept festival “La Prima Estate” di Lido di Camaiore, con Gorillaz e Nick Cave per 60mila paganti, e il “Lucca Summer Festival” che ha messo insieme da David Byrne a Katy Perry per 95mila spettatori spalmati sul calendario. «La domanda continua a crescere», sottolinea il patron Mimmo D’Alessandro. «Ma chi fa il nostro mestiere deve fare i conti con i cachet degli artisti letteralmente esplosi, a volte senza seguire percorsi razionali. Mentre la burocrazia è il nemico di sempre».La domanda continua a crescere, ma i cachet sono esplosi e la burocrazia è il nemico di sempre«Voglia di aggregazione»Quello della musica leggera, pop rock dal vivo è un settore che sta vivendo un momento particolarmente positivo. «La musica live è un momento di aggregazione, incontro e riconoscimento per un pubblico vasto e intergenerazionale», spiega Bruno Sconocchia, presidente di Assoconcerti. Il concerto non è più, come poteva accadere negli anni Sessanta, un rito riservato quasi esclusivamente ai giovani. Sotto lo stesso palco si ritrovano oggi le generazioni cresciute con quegli artisti e i ragazzi che li hanno scoperti dopo. «Persone di età diverse si riconoscono nella musica come linguaggio comune», osserva Sconocchia.Damon Albarn, frontman dei Gorillaz, protagonisti dell’edizione 2026 de «La Prima Estate»Certo, c’è poco da fare: è cambiato lo spettacolo. Le produzioni sono diventate più sofisticate, i palchi più grandi, le tecnologie audio e video sempre più avanzate. «La distanza dai concerti degli anni Sessanta e Settanta, spesso organizzati alla luce del giorno su strutture scoperte e con amplificazioni rudimentali – aggiunge il presidente di Assoconcerti – misura il salto compiuto dall’industria. Gli show odierni sono produzioni tecnologicamente avanzate».Contrapporre grandi e piccoli eventi è un errore. Tutti gli eventi concorrono a creare un ecosistemaCresce il peso di platea Gold e PitLa crescita riaccende anche la polemica sul gigantismo degli eventi e la caccia ai superfan, il segmento di pubblico big spender disposto a qualsiasi sacrificio pur di vedere i propri beniamini in circostanze di esclusività. E poi “socializzare” l’esperienza: secondo TicketOne, i posti in platea Gold e Pit, quelli che possono arrivare a costare fino a 500 euro, fino all’anno scorso rappresentavano il 5% del venduto, quest’anno salgono al 7. Nel 2025 soltanto 368 concerti sui 39.195 censiti di pop, rock e musica leggera hanno superato i 10mila spettatori. Gli eventi con meno di mille paganti sono stati 19.428, mentre quelli gratuiti hanno raggiunto quota 16.611. «Contrapporre grandi e piccoli, però, è un errore», avverte Sconocchia. I grandi concerti generano fatturato, occupazione e visibilità, ma alimentano anche il circuito di locali e rassegne nel quale nascono e crescono gli artisti destinati, un giorno, a palasport e stadi.Bad Bunny alla prima delle due date all’Ippodromo La Maura di MilanoLa corsa dei festivalDentro questo ecosistema corrono anche i festival. «Secondo uno studio dell’Università La Sapienza di Roma», spiega Carlo Parodi, presidente di Assomusica, «sono passati dai 90 dello scorso anno ai 121 del 2026». Un aumento che riflette l’attenzione crescente di comuni e regioni, sempre più convinti che una rassegna musicale possa diventare un asset culturale, turistico e mediatico per il territorio.

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La ragazzina di Valeria Parrella (Feltrinelli), ha vinto il premio Mandrarossa

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