Dal Medioevo all’Ottocento
l’italiano e i suoi antichi volgari sono stati scritti anche in
caratteri ebraici, greci, arabi, armeni, etiopici e siriaci
dalle minoranze religiose e dagli stranieri: lo studio di questo
patrimonio linguistico “nascosto”, noto come allografia, è il
cuore del progetto “ConScrIt” dell’Università Ca’ Foscari
Venezia, che si è aggiudicato l’Erc Advanced Grant, tra i più
ambiti finanziamenti europei per la ricerca scientifica.
La ricerca, guidata dal professor Daniele Baglioni (direttore
del dipartimento di studi umanistici), ha ottenuto un fondo di 2
milioni e 250mila euro per cinque anni, che finanzierà il lavoro
di un team di sette persone tra ricercatori e dottorandi.
Ca’ Foscari, ricorda l’Ateneo, è l’unica università pubblica
in Italia ad aver vinto il Grant europeo (relativo alla call
2025) nell’ambito filologico-letterario, superando una selezione
che ha premiato il 9,6% delle oltre 3.300 proposte
internazionali. Attraverso l’uso delle scienze umane digitali
(digital humanities), il progetto analizzerà testi letterari,
dizionari e antichi manuali d’epoca che, essendo privi dei
condizionamenti delle regole grammaticali latine, fotografano in
modo inedito e fedele la lingua parlata nei secoli passati.
“Il progetto si prefigge – spiega Baglioni – di fornire un
quadro teorico per l’origine, l’evoluzione e il declino delle
tradizioni allografiche, nonché per le loro funzioni, proporre
una classificazione unitaria delle strategie di adattamento di
una scrittura ad una lingua solitamente scritta in un altro
sistema di scrittura”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA


