Il cantante britannico Boy George,
65enne ex frontman dei Culture Club, ha deciso di ritirarsi dal
cast di una nuova rappresentazione della popolare opera rock
Jesus Christ Superstar, in calendario al teatro Palladium di
Londra ad agosto, dopo le accese polemiche suscitate da ‘We Will
Dance Again’: sua recente canzone pro Israele dedicata alle
vittime e agli scampati del festival musicale Nova, che fu fra i
bersagli dell’incursione terroristica di Hamas del 7 ottobre
2023.
Lo ha annunciato oggi il suo manager Paul Kemsley,
assumendosi la responsabilità di una scelta fatta a suo dire
“dopo un’attenta riflessione” comune per evitare di coinvolgere
lo show in potenziali contestazioni.”George – ha dichiarato il
manager in una nota pubblicata sul profilo Instagram del
musicista – non ha mai avuto timore di difendere le sue idee, ma
credo sia mia responsabilità prendere decisioni che sono nel
miglior interesse di un mio artista e testimoniare allo stesso
tempo rispetto per il lavoro degli altri”.
La canzone ‘We Will Dance Again’, pubblicata quest’anno con
un titolo che è la traduzione dello slogan ebraico ‘Od Nirkod’,
fatto proprio dai sopravvissuti del massacro del Nova Festival,
è stata criticata da più parti nel Regno Unito. Il testo
interpretato da Boy George, già simbolo del movimento Lgbt più
colorato negli anni ’80, difende senza sfumature la devastante
reazione militare israeliana contro la Striscia di Gaza
palestinese andata avanti per oltre due anni dopo il sanguinoso
attacco del 7 ottobre: giustificandola come un atto di “guerra”
e puntando esplicitamente il dito contro chi – dal movimento
pro-pal, a diversi accademici, a organizzazioni internazionali e
a ong come Amnesty International – la considera invece “un
genocidio”.
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