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Bce: Philip Lane avverte, inflazione alimentare in aumento nell’Eurozona

di Redazione Il Giornale Economico
23/06/2026
in Esteri
Bce: Philip Lane avverte, inflazione alimentare in aumento nell’Eurozona

Nell’area euro l’inflazione alimentare, che pure è calata di recente, è destinata ad “aumentare”, per effetto dei rincari energetici provocati dalla guerra in Iran, giunta ad una fragile tregua. Lo ha previsto Philip Lane, capo economista della Bce e membro del comitato esecutivo della banca centrale, in audizione davanti alla commissione Econ a Bruxelles.

“L’inflazione energetica – ha detto – è aumentata al 10,8%, un dato molto diverso rispetto al periodo prebellico. L’inflazione non energetica, se si sommano l’inflazione di cibo, servizi e beni, arriva al 2,4%. Quindi l’inflazione non energetica è aumentata, in una certa misura, ma il problema dominante rimane l’inflazione energetica. Recentemente l’inflazione alimentare è diminuita, dal 2,4% all’1,9%, anche se prevediamo un aumento dell’inflazione alimentare in seguito”. I prezzi dei generi alimentari, che devono essere trasportati per arrivare al consumatore, sono molto sensibili ai costi energetici.
“Abbiamo avuto – ha continuato Lane – un certo aumento dell’inflazione di base. Pensiamo che l’inflazione si attesterà intorno al 3%, un po’ sopra il 3%, per il resto dell’anno. Quindi questo è ben al di sopra del nostro obiettivo del 2%. Ma se ci concentriamo sull’energia, è forse importante riconoscere che, finora, si tratta principalmente di carburante per i trasporti. Quindi, finora si tratta principalmente del prezzo del rifornimento di diesel o benzina al distributore”.
Per Lane, la crisi energetica di oggi è molto diversa da quella che seguì l’invasione dell’Ucrana: “Non è l’elettricità – ha sottolineato – non è l’utilizzo di gas da parte dei consumatori. Questo è uno choc energetico molto diverso da quello del 2021-2022. Per quanto riguarda le pressioni sui costi interni, vediamo che i profitti assorbono parte dell’impatto dei costi più elevati e non abbiamo ancora visto una risposta in termini di salari. Infatti, il tasso di crescita dei salari negoziati è diminuito nel primo trimestre, passando dal 2,9% del quarto trimestre al 2,5% del primo trimestre”.

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