E’ la testimonianza di Roseline
Hamel e di Nassera Kermiche ad aprire il Meeting a Rimini.
Roseline è la sorella di padre Jacques Hamel, ucciso nel 2016 in
un attentato. Nassera la madre di Adel, uno degli attentatori,
ucciso quello stesso giorno, il 26 luglio, nel corso
dell’intervento delle forze dell’ordine. Secondo quanto si
apprende, Roseline e Nassera domani potrebbero avere un momento
di incontro privato con il Papa, nel corso della visita di Leone
XIV al Meeting.
Roseline ricorda nei dettagli quella giornata, dall’odore del
caffè preparato dal fratello sacerdote prima di andare a
celebrare la messa fino alla notizia alla quale all’inizio non
vuole credere. “Una giornata infernale”, ha detto la sorella di
padre Jacques. “Mi sono chiesta come avrei potuto sopravvivere a
tutto questo, come avrei potuto trovare un senso nuovo alla mia
vita. Cercavo una risposta nel Vangelo, qualcosa che mi
confortasse”, “continuavo a pensare a questa donna che non
conoscevo”, Nassera, “una mamma come me. Pensavo come fosse la
vita di quella mamma con un figlio che aveva commesso una cosa
del genere. Ho pensato: non posso lasciarla da sola perché ha
sofferto più di me”.
Nassera Kermiche, che per ragioni di sicurezza ha reso la sua
testimonianza al Meeting con occhiali da sole e ritratta solo
obliquamente per non essere riconosciuta, ha detto che, dopo
l’attentato, tutta la sua famiglia “era devastata, cercavo di
capire perché era successo, in che modo mio figlio avesse
partecipato a quest’attentato” ma quando “un giornalista mi ha
detto che la sorella di padre Hamel voleva conoscermi è stato un
soffio di vita”. E quando dalle telefonate Roseline è passata a
chiederle un incontro di persona, Nassera ha risposto: “E’ da
tempo che l’aspetto”. Poi la donna ha sottolineato che aveva
visto la devianza del figlio, prima di qel fatto, e che aveva
cercato un aiuto nelle istituzioni ma “nulla è stato fatto” e
anche per questo “ho scelto di portare la mia testimonianza”.
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