Loading…Presenti sono anche una serie dei ministri più in vista e controversi dell’amministrazione, dal Segretario alla Sanità Robert Kennedy, nella bufera per le epidemie di malattie infettivi tra i bambini e non solo a causa delle sue battaglie contro i vaccini, a quello al Tesoro Scott Bessent, reduce dallo schiaffo ricevuto dal mercato quando ha cercato di calmierare i rendimenti dei bond con tanta retorica e mini-acquisti di obbligazioni. Che hanno simboleggiato il nuovo slogan dei critici affibbiato al governo Trump: la massima invertita che fu di Theodore Roosevelt, parla con calma e porta un grande bastone, speak softly and carry a big stick. L’amministrazione parla duro ma il suo bastone appare oggi spuntato.Al richiamo di Trump ha risposto anche un senatore democratico che potrebbe passare ai repubblicani e che però rappresenta un discutibile aiuto per il partito: John Fetterman della Pennsylvania ha offerto un saluto in video ai convenuti, ma è già abituato a sostenere Trump. Ed è stato di recente oggetto di inchieste del Wall Street Journal sul suo totale disinteresse per il lavoro legislativo e del Congresso, le preoccupazioni degli elettori locali e la sua passione invece per le interviste alla Fox New. Molto del suo staff lo ha abbandonato, aprendo anche un sito per denunciare le sue manovre. A tradire apertamente gli affanni, invece, è stata l’assenza di alcuni candidati repubblicani di alto profilo in corse incerte e decisive, che temono l’abbraccio di Trump come tossico: da Susan Collins in Maine a Dan Sullivan in Alaska.Trump ha dovuto fare i conti con un clima generale men che favorevole non solo nei ranghi conservatori più stretti e Maga: i sondaggi dell’opinione pubblica lo penalizzano, scesi vicini al 30% dei consensi tra un’economia in tensione e la guerra impopolare con l’Iran. Ieri ha inoltre dovuto contendere l’attenzione del pubblico all’apertura del campionato di football americano, con la partita di grido tra i New England Patriots e i Seattle Seahawks, che tradizionalmente attira record di spettatori.Gli sforzi di Trump per cambiare in corsa le regole elettorali sono a loro volta ad oggi men che un chiaro successo: la magistratura ha bloccato alcune nuove mappe elettorali statali pro-repubblicane e la sua richiesta di limitare il voto postale che ritiene truffaldino resta in forse. Guardando più avanti, l’amministrazione nelle ultime ore ha anche proposto nuove regole per il censimento decennale del 2030, che per la prima volta cancellerebbe dal conteggio immigrati legali ancora senza la green card della residenza permanente, operazione destinata a ridurre la rappresentanza di circoscrizioni ad elevata immigrazione tradizionalmente vicini ai democratici. Per i critici l’ipotesi è tuttavia in possibile violazione della Costituzione.La Convention, tra tutte queste incognite, si è aperta nello stadio di Dallas, nel cuore di un Texas da tempo roccaforte repubblicana ma quest’anno a sua volta in gioco quando si tratta di eleggere senatori e deputati. Al Senato il candidato conservatore Ken Paxton, vicinissimo a Trump che per lui ha deciso di spendere milioni prelevati dalla propria organizzazione politico-finanziaria, è l’ex procuratore generale dello stato, scosso da lunghe serie di scandali finanziari e personali che lo rendono vulnerabile. Il presidente ieri lo ha presentato come il miglior procuratore mai avuto dal Texas. I democratici così provano a sognare, candidando un volto nuovo e giovane, l’ex seminarista James Talarico che mentre i repubblicani e i loro donatori si radunavano nell’arena tra palloncini colorati si è recato ad una mensa per i poveri della città, per testimoniare una differenza con la quale spera di far breccia. Anche contro gli assegni di Trump.

