La ricchezza mondiale continua a concentrarsi in un numero relativamente ristretto di persone e di Paesi. Secondo il World ultra wealth report pubblicato da Altrata (società leader globale nell’analisi dei dati sui grandi patrimoni) a dominare sono ancora i grandi centri finanziari mondiali, ma entro il 2030 la distribuzione geografica dei milionari è destinata ad evolversi e cambiare.
Quanti sono i super ricchi al mondo
Dai recenti dati pubblicati da Altrata:
il numero di persone con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari è aumentato del 14,4% in un solo anno, raggiungendo quota 556.850;
la fascia delle persone che dispongono di almeno 100 milioni di dollari nel 2025 era composta da circa 117 mila soggetti, quasi il doppio rispetto ai circa 60 mila registrati dieci anni prima.
A spingere questa crescita sono stati principalmente due fattori:
da un lato la solida performance dei mercati finanziari, che ha rivalutato partecipazioni e investimenti;
dall’altro l’accumulo di nuove fortune nei settori della transizione economica, trainati dall’innovazione tecnologica, dall’intelligenza artificiale, dall’energia e dalle infrastrutture digitali.
Nel complesso, i patrimoni di questa élite globale ammontano a circa 63.800 miliardi di dollari.
La classifica dei Paesi più ricchi
Tra i Paesi con il numero maggiore di ricchi ci sono:
gli Stati Uniti, che nel 2025 hanno conquistato il primo posto della classifica con 206.880 persone che vantavano un patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari (e un distacco enorme rispetto agli altri);
la Cina, al secondo posto con 55.490 super ricchi;
la Germania occupa la terza posizione con 28.330 super ricchi .
Seguono:
Giappone con 22.435 super ricchi;
Regno Unito con 20.495 super ricchi;
Hong Kong con 18.290 super ricchi;
Canada con 17.590 super ricchi;
Francia con 15.540 super ricchi;
Italia con 12.905 super ricchi;
India con 11.275 super ricchi.
L’Italia si colloca nella top ten mondiale. Rispetto al 2024, il numero è aumentato del 13%, mentre il patrimonio complessivo riconducibile a questa fascia di popolazione raggiunge circa 1.400 miliardi di dollari. Mentre per la prima volta in classifica è entrata l’India, e Svizzera e Russia ne sono uscite.
Se invece dei singoli Paesi si considerano le grandi aree geografiche:
il Nord America conta complessivamente 224.470 super ricchi, con una crescita del 15% rispetto al 2024;
al secondo posto c’è l’Asia, con 141.890;
mentre l’Europa si ferma a 140.140.
Molto più lontane sono le altre aree del mondo:
Medio Oriente, con circa 22.880 Uhnw;
America Latina e Caraibi con 16.400 Uhnw;
Pacifico e Africa che arrivano complessivamente a 7.630 Uhnw.
Le città dove vivono i ricchi
Passando dai dati dei Paesi a quelli delle singole città:
New York la capitale mondiale dei super ricchi, con 23.785 persone che dispongono di un patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari;
Hong Kong si trova al secondo posto raggiungendo quota 18.290;
Los Angeles raggiunge il terzo posto invece con quota 12.995.
La classifica prosegue con:
San Francisco: 9.210;
Chicago: 8.375;
Tokyo: 7.900;
Londra: 7.830;
Dallas: 7.270;
Washington: 7.190;
Houston: 6.555;
Boston: 6.340;
Seoul: 6.220.
Anche solo dando una rapida lettura ai dati, il dato più evidente è la presenza americana. Infatti, otto delle prime dodici città mondiali per numero di super ricchi si trovano negli Stati Uniti.
Hong Kong, invece, si distingue soprattutto per la velocità con cui sta crescendo. Nel 2025 il numero degli Uhnw è aumentato del 26%, anche grazie all’arrivo di grandi patrimoni dall’estero, soprattutto provenienti da altri Paesi asiatici.
Super ricchi in aumento: le previsioni da qui al 2030
Nei prossimi 4 anni, le proiezioni indicano che il numero degli ultra-ricchi potrebbe arrivare a 746.570 persone, quasi 190 mila in più nel 2030 rispetto al 2025. Anche il valore complessivo dei patrimoni dovrebbe aumentare, arrivando a circa 85.000 miliardi di dollari.
A sostenere questa nuova fase di crescita saranno soprattutto i settori legati allo sviluppo di nuove tecnologie, con protagonista l’intelligenza artificiale che potrebbe accelerare ulteriormente la nascita di imprese e patrimoni di grandi dimensioni. A questi si aggiungono il private capital, la transizione energetica e lo sviluppo delle infrastrutture digitali, destinati a cambiare la futura geografia della ricchezza, non determinata più soltanto dai tradizionali centri finanziari, ma anche dalle città che riusciranno ad attirare capitali, innovazione e imprese tecnologiche.


