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Il bacio? «Un’interazione orale, interspecifica, con moto di labbra e non solo, senza trasferimento di cibo»

di Redazione Il Giornale Economico
05/09/2026
in Cultura

Ascolta la versione audio dell’articoloMa che cos’è in fondo un bacio? «Un’interazione non agonistica che implica un contatto orale bidirezionale, diretto, interspecifico con qualche movimento delle labbra e di altre parti della bocca e nessun trasferimento di cibo, nelle formiche, negli uccelli, negli orsi polari e negli uomini». Ci voleva l’università di Oxford per produrre cotanta definizione e guadagnarsi così il più ambito, forse, dei premi scientifici, sicuramente il più matto del mondo: l’Ig Nobel, in questo caso per la biomeccanica, che è stato consegnato a tutti gli autori dell’illuminante studio «A comparative approach to kissing»: Matilda Brindle, Catherine F. Talbot e Stuart West, che ha – fra l’altro – anche stabilito che il bacio esiste da almeno 22 milioni di anni. Vincono mille miliardi di dollari dello Zimbabwe, consegnati da un premio Nobel, come l’ormai trentacinquenne tradizione degli Ig Nobel prescrive. Festanti, sono tutti saliti sul palco dell’Università di Zurigo, per la prima cerimonia che si è tenuta in Europa, dopo 35 anni negli stati Uniti, ad Harvard, al Mit e all’università di Boston.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AI(Anche il governatore dello Zimbabwe ha ricevuto a suo tempo un Ig Nobel per la matematica, per essere riuscito a stampare banconote che andavano da un centesimo a mille miliardi di dollari). Una “migrazione” resasi necessaria dalla difficoltà a ottenere i visti che permettessero ai premiati di andare negli Usa, e che diventerà una prassi: ogni due anni la cerimonia sarà a Zurigo, gli altri anni in giro per l’Europa (nel 2027 ad Anversa, nelle Fiandre).Loading…Orinatoio senza schizziI quattro ricercatori che hanno studiato l’angolazione esatta per fare pipì nei vespasiani senza schizzarsi e ne hanno disegnato uno a prova di imbranatoRandy Hurd, Zhao Pan, Tadd Truscott, Kaveeshan ThurairajahAd annunciare i vincitori, nell’affollatissimo Centro congressi di Zurigo (i biglietti sono andati esauriti in poche ore), Marc Abrahms,i un matemattacchione di Harvard che da 35 anni fa ridere scienziati e amanti della scienza di tutto il mondo con il suo umorismo caustico e spericolato: è lui il fondatore degli Ig Nobel – i premi che fanno prima ridere poi pensare-e degli «Annals of improbable research» (annali della ricerca improbabile). A consegnare i riconoscimenti invece c’erano i premi Nobel Ester Duflo, Abhijit Banerjee, Michel Mayor e Tim Hunt.Dopo il tradizionale lancio di areoplanini di carta, il premio Ig Nobel per l’Economia è stato assegnato a Paul K. Piff, Daniel M. Stancato, Stéphane Côté, e Dacher Keltner dell’ università di Berkeley, Irvine e di Toronto «per aver accumulato prove del fatto che le persone delle classi più agiate hanno maggiore propensione a rubare le caramelle ai bambini», nello studio «Higher social class predicts increased unethical behavior». «La probabilità che i ricchi rubino le caramelle ai bambini è doppia!» – ha affermato Piff, che senza ridere ha pure spiegato che da vent’anni accumula prove sul fatto «che le persone più abbienti sono più avare, più disoneste, più propense a non pagare le tasse, più disinteressate agli altri esseri umani».L’Ig Nobel per la chimica se lo sono meritato Sanchari Banerjee, Nathan Coussens, François-Xavier Gallat, Nitish Sathyanarayanan, Jandhyam Srikanth, Koichiro Yagi, James Gray, Stephen Tobe, Barbara Stay, Leonard Chavas e Subramanian Ramaswamy per aver scoperto che le proteine del latte degli scarafaggi vivipari Diploptera punctata sono tre volte più energetiche del latte di mucca (abbiamo chiesto ai vincitori se hanno assaggiato il latte di scarafaggio e ci hanno risposto «certo» spiegando poi che «è dolce: ha il 27% di zucchero»). Latte di non specificata provenienza è stato dato da bere ai quattro Nobel sul palco.

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