Tute da operaio, cappellini e maschere a proteggere il volto e capo chino: ci sono due video, girate dalle telecamere interne della filiale del Credit Agricole di piazza delle Medaglie d’Oro, a Napoli, che ritraggono tre componenti della banda che giovedì scorso ha portato a termine il colpo ai danno dell’istituto trafugando almeno una quarantina di cassette di sicurezza dal caveau della banca.
Nel primo dei due video si vedono i tre entrare con fare circospetto in banca come fossero clienti. Nel secondo si vede uno dei tre sbarrare una porta anti panico con un palo di ferro. Le immagini, mostrate dal Tg1 delle 13.30, sono al vaglio degli investigatori.
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per risalire agli autori del colpo. Quaranta al momento le cassette di sicurezza di cui è stata accertata la razzia, ma il dato potrebbe non essere definitivo: lo sarà quando tutti i titolari si saranno recati in filiale per accertare il danno subito. Impossibile quantificare la portata dal bottino.
Si lavora in particolare – con ulteriori rilievi – sul cunicolo scavato nel sottosuolo di cui si sono serviti i banditi, almeno cinque, per penetrare in banca e per far perdere le proprie tracce una volta portato a termine il colpo. Da stamattina sono in corso nuovi sopralluoghi da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo della compagnia Napoli Vomero, assieme a personale Abc, la municipalizzata che gestisce l’acqua a Napoli, e speleologi. Si indaga, in particolare, per capire dove sbuca il percorso utilizzato dalla banda e alla ricerca di nuove tracce lasciate lungo il percorso.
Nelle prossime ore sono attesi anche i risultati dei rilievi sulle impronte effettuati sul generatore di corrente e sugli attrezzi da scasso ritrovati dalle forze dell’ordine nel sottosuolo dopo la rapina.
Durante gli esami del cunicolo usato dalla banda, con gli investigatori si è calato sotto terra anche il geologo Gianluca Minin, professionista di supporto alle indagini, e autore di un video in 3d che riscostruisce il percorso nei sotterranei.
“Siamo tornati – ha spiegato ai cronisti una volta tornato in superficie – per avere la coscienza a posto di aver filmato tutto quello che c’era da vedere, in modo da consentire a bocce ferme agli investigatori di trarre le loro conclusioni. Non posso fornire dettagli relativi alle indagini in corso, ma posso dire che abbiamo individuato dove hanno lavorato e so che hanno lavorato anche parecchio lontano – alcune centinaia di metri – da dove siamo adesso. Di certo ci sono volute settimane di preparazione. Sicuramente è gente che si sa orientare, sanno come si fa, hanno scavato a mano il cunicolo verso la banca che è lungo 12 metri per un’altezza compresa tra i 70 e i 90 centimetri. L’idea che mi sono fatto è che ci sia una squadra apposita che si è occupata dello scavo e che poi abbia lasciato ad altri la rapina. Ho constatato la loro professionalità, sono esperti di quella materia, considerato che si sono mossi in un ambiente anche pericoloso, perché il cunicolo era a rischio frana e il materiale di cui era fatto incoerente”.
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